Home
HOME CONTATTI IL NOTIZIARIO LA STAMPA LA PAGINA DEL SEGRETARIO VECCHIO SITO
Tutto a portata di click
Collegamenti immediati
 
 Nuove offerte per gli ISCRITTI SNALS
 
Corsi Universitari a distanza
 
 LA PAGINA DEL SEGRETARIO

Spigolando…

Riforma della scuola
Dopo ben 12 mesi in cui il governo per la scuola nulla ha fatto, per dimostrare operosità e sollecitudine Renzi aveva prospettato un decreto legge. Poi, temendo che il Capo dello Stato avrebbe potuto non riconoscere i suoi presunti “casi straordinari di necessità e d’urgenza” (art. 77 della, c.2 della Costituzione), nel tanto atteso Consiglio dei Ministri dello scorso 3 marzo si è limitato a presentare soltanto le linee guida della Riforma, dichiarando: : "Il 10 marzo il ddl, poi la palla al Parlamento". Il ministro Stefania Giannini, sconcertata, dichiarava: "Sono basita, avevamo messo a posto tutto, con un lavoro di cesello, faticosissimo ". È la controprova che il presidente del Consiglio agisce come un "dittatorello", tanto per citare un termine da lui stesso usato.
Argomenti come carriera, progressione economica, nuove figure professionali (mentor e quadro) e formazione dei docenti sono materie tutte di competenza del contratto nazionale e prerogativa dei sindacati.
Sorge allora spontanea una domanda maliziosa: non è che Renzi con il suo decisionismo “esige” avere carta bianca sui contenuti della riforma della scuola? Ancora una volta avremmo una riforma predisposta dal centro, calata dall’alto, senza coinvolgere né i sindacati né le associazioni professionali. Al nostro presidente del consiglio insomma non piace il confronto, la condivisione, la contrattazione. A Matteo Renzi piace la libertà d’azione, approfittando anche del fatto della mancanza del CNPI, che aveva tra le sue prerogative anche quella di esprimere un parere obbligatorio sugli atti ministeriali e su taluni interventi legislativi di modifica degli ordinamenti scolastici.

Valutazione dei docenti
La riforma Renzi/Giannini prevede di legare gli scatti di stipendio sulla base del merito e non sulla base dell'anzianità. Sulla spinosa questione della valutazione meritocratica degli insegnanti il ministro non ha però fornito precisazioni relative alle modalità di rilevamento e al soggetto incaricato di tale accertamento.
Innanzitutto, ci si è chiesto per caso cosa possa generare un meccanismo competitivo all'interno del Collegio Docenti di una scuola?
Riguardo poi ai soggetti incaricati di esprimere la valutazione degli insegnanti si è parlato di rilevazioni Invalsi tramite indicatori, di valutazione da parte dei dirigenti scolastici, di giudizi espressi dagli studenti. Si è pure detto di “premiare” unicamente le funzioni aggiuntive.
InvalsiPuò essere utile misurare i risultati che i docenti conseguono in termini di incremento degli apprendimenti degli studenti, l’essenziale che non sia l’unico parametro di valutazione.
Dirigenti scolastici. Da oltre 40 anni la norma attribuisce al dirigente scolastico la presidenza del Comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti, compreso il compito di rendere al Comitato stesso una relazione sulle qualità intellettuali, la preparazione culturale e professionale, la diligenza e il comportamento del docente nella scuola. Pertanto potrebbe essere opportuno coinvolgere anche il dirigente scolastico nel processo di valutazione, tanto più che egli è il primo responsabile dei risultati dell’autonomia scolastica ed egli stesso è destinatario di valutazione. È opportuno però che il dirigente scolastico non sia l’unico organo preposto alla valutazione dei docenti, perché tale valutazione potrebbe essere inficiata da distorsioni dovute all’influenza di rapporti personali o da condizionamenti locali.
StudentiLa proposta di far valutare i docenti dai propri studenti, almeno nelle scuole superiori, l’ha formulata il sottosegretario Faraone. Coinvolgere gli studenti nel Nucleo di valutazione dei docenti per deliberazioni determinanti anche ai fini stipendiali è per lo meno un’ingerenza indebita ed inopportuna. Ha pensato l’on. Faraone alle conseguenze della stesura da parte degli studenti di pericolose classifiche dei propri insegnanti?
Funzioni aggiuntive - Ai fini della premialità è certamente da considerare le specializzazioni resesi necessarie dall'introduzione della autonomia delle scuole: funzioni strumentali, coordinamento dei progetti, interventi di formazione, quadri intermedi, ecc. Però è opportuno parimenti valorizzare quei docenti che dimostrano l’attitudine e la capacità di insegnare, anche se non sono titolari di specifiche funzioni aggiuntive.
Ciò detto sarà bene che le modalità di controllo/valutazione del docente prevedano anche l’osservazione "in azione", ossia mentre vive in classe con i propri studenti.

Il docente mentor e il docente quadro.
Il decreto «Buona scuola» dall’inizio del prossimo anno scolastico prevede due nuove funzioni: insegnante «mentor», specializzato nella didattica, e «quadro-intermedio», più finalizzato al supporto organizzativo. In tale modo – si dice (!) – i docenti avranno l’opportunità di una carriera vera e propria e l’opportunità di incrementare il loro stipendio. 
La figura del "mentor" dovrebbe occuparsi di tutte le problematiche connesse alla valutazione, dovrebbe coordinare le attività di formazione degli altri docenti ed infine dovrebbe essere anche tutor dei neo immessi in ruolo.
Il "quadro intermedio" invece sarà più orientato alle attività connesse alla gestione della scuola.
A tale proposito il sottosegretario Faraone ha dichiarato: - "faremo in modo che questi due percorsi rappresentino una precondizione giuridica per accedere a un'ulteriore crescita professionale (la dirigenza scolastica, la dirigenza tecnica e amministrativa), ma anche per ricoprire ruoli all'interno di università e centri di ricerca. Non dimentichiamo infatti che nei nostri istituti lavorano esclusivamente professionisti laureati e specializzati".

Dirigenti scolastici
Anche per i Dirigenti è prevista una modifica del loro status. Innanzitutto sgravandoli di compiti che non sono pertinenti al loro ruolo, sburocratizzando la scuola, dandole un’autonomia reale. In tale modo il loro ruolo sarà prevalentemente di coordinamento didattico e culturale e non solo amministrativo.
Da mesi si discute se equipararli o meno ai dirigenti statali. Le tesi sono due, contrapposte. Da un lato vi è la richiesta di una totale equiparazione, sostenendo che al dirigente scolastico devono essere conferiti tutti gli strumenti "autoritativi" che competono agli altri dirigenti pubblici, allo scopo di organizzare più efficacemente i loro compiti.
Dall'altro lato si sostiene che l’ equiparazione snaturerebbe completamente il ruolo "educativo" del dirigente scolastico, figura professionale introdotta dalla legge Bassanini per l'attuazione dell'autonomia.
È vero che il Consiglio di Stato ha deliberato che il ds deve essere collocato nell'ambito della dirigenza statale e pertanto le competenze a lui attribuite corrispondono a quelle previste come proprie della funzione dirigenziale (art. 17 del D.Lgs n. 165), ma non si può negare la specificità del settore scuola e l’esigenza che chi la diriga sia una figura"peculiare", non paragonabile al dirigente delle altre amministrazioni dello Stato.

Il Segretario Provinciale
dello SNALS-Confsal di Milano
Giuseppe Antinolfi

Settori
Servizi
Area Riservata
Snals - Registrazione
Username:   
Password:  
 
Archivio
Sondaggio
VALUTAZIONE - Pensi che la valutazione del personale della scuola sia uno strumento adeguato a valorizzare la professionalità, mediante un riconoscimento economico?
A)SI
B)SI, se effettuata da una commissione INTERNA
C)SI, se effettuata da una commissione ESTERNA
D)NO