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 IL NOTIZIARIO

Notiziario 18/05/2015

CESSIONE QUINTO PENSIONE – MESSAGGIO INPS
Come è noto, con decreto del 26 marzo 2015, il Ministero dell’Economia e delle Finanze - Dipartimento del Tesoro - ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, determinati ai sensi dell’articolo 2, comma 1, della legge n. 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, come modificata dal decreto legge n. 70/2011, convertito con modificazioni dalla legge n. 106/2011, rilevati dalla Banca d’Italia e in vigore per il periodo di applicazione 1° aprile – 30 giugno 2015.
A riguardo l’Inps, con il messaggio n. 2646 del 16/4/2015, ha previsto che:

- i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione il valore dei tassi applicati nel periodo 1 aprile 2015 - 30 giugno 2015 sono i seguenti:

Classi di importo in euro:

Tassi medi

Tassi soglia usura

fino a 5.000,00 €

12,55

19,6875

oltre 5.000,00 €

11,47

18,3375

- i tassi soglia TAEG da utilizzare per i prestiti con cessione del quinto della pensione, di cui all’articolo 10 della convenzione INPS, approvata con determinazione presidenziale n. 76 del 5 aprile 2013, finalizzata alla concessione di prodotti di finanziamento a pensionati, variano come segue:

TASSI SOGLIA CONVENZIONALI PER CLASSE DI ETA' DEL PENSIONATO E CLASSE DI

IMPORTO DEL PRESTITO

Classi di età del pensionato (*)

Fino a 5.000 €

Oltre 5.000 €

fino a 59 anni

9,31

9,03

60-69

10,91

10,63

70-79

13,51

13,23

(*) Le classi di età comprendono il compleanno dell’età minima della classe; l’età si intende a fine piano.

- le suddette modifiche sono operative con decorrenza 1° Aprile 2015.


ASSENZE PER ESAMI DIAGNOSTICI E VISITE SPECIALISTICHE – SENTENZA TAR LAZIO
Il TAR Lazio con la Sentenza n. 5714 del 25/02/2015, pubblicata in data 17/04/2015, ha disposto l’annullamento della circolare n. 2 del Dipartimento della Funzione Pubblica del 17/02/2014, pubblicata nella G.U. serie generale n. 85 dell’11/4/2014.
Tale disposizione, rivolta a tutte le pubbliche amministrazioni era inerente all’applicazione dell’art. 55-septies, comma 5 ter, del Decreto legislativo n. 165/2001, come introdotto dall’art. 16, comma 9, della L. n. 111/2011 e successivamente modificato dall’art. 4, comma 16 bis, del D.L. n. 101/2013, convertito in L. n. 125, e prevedeva che “nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici il permesso è giustificato mediante la presentazione di attestazione, anche in ordine all’orario, rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che hanno svolto la visita o la prestazione o trasmesso da questi ultimi mediante posta elettronica”.
A riguardo, il TAR sostiene che:

- un soggetto può sottoporsi a indagini diagnostiche per mero fine esplorativo nonché a visita medica a mero scopo preventivo e/o di controllo di uno stato di buona salute;

- in caso di effettiva patologia e in ogni altro caso in cui il medico curante, a sua discrezionale valutazione tecnica, ritiene una (sia pure temporanea) inabilità al lavoro del dipendente, l’assenza è giustificata a titolo di malattia con la produzione della relativa attestazione e tale circostanza si manifesti certamente ogni qual volta il dipendente debba effettuare esami diagnostici, terapie, visite e il medico curante ritenga sussistente uno stato patologico o gli esami e le terapie abbiano essi stessi carattere invalidante;

- né la circolare, né la legge hanno inteso sopprimere l’istituto dell’assenza per malattia, che continua ad essere applicabile, così come continuano ad essere applicabili, in tal caso, l’art. 71 della L. 133/2008 nonché le norme dei CCNL sul punto;

- la volontà del legislatore, nell’utilizzare la parola “permesso” in luogo di “assenza”, non può che essere ricondotta all’istituto giuridico rappresentato dai “permessi” e non all’istituto dell’assenza per malattia, in quanto la necessità di sottoporsi ad una visita o ad un controllo medico non necessariamente presuppone la presenza di una patologia in atto e quindi una certificazione medica che la attesti;

- la novella legislativa esaminata non può avere un carattere immediatamente precettivo ma deve comportare, per la sua applicazione anche mediante atti generali quali circolari o direttive, una più ampia previsione della disciplina contrattuale di riferimento.

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