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 LA PAGINA DEL SEGRETARIO

CLIMA BOLLENTE, NELLE SCUOLE.

Con l’apertura delle scuole vi sarà l’attuazione della legge 107/2015 o della “Buona Scuola” e come già preannunciato lo SNALS attuerà tutte le forme legittime di protesta per impedirne la realizzazione, anche se ciò potrà comportare qualche difficoltà nello svolgimento delle attività didattiche. Il presidente del Consiglio Renzi nei mesi scorsi ha messo in dubbio la rappresentatività dei sindacati della scuola, dimenticando (o fingendo di non vedere) la compattezza dimostrata in occasione dello sciopero del 5 maggio e nelle successive azioni unitarie.

Già si intravedono le prime discrepanze di una riforma annunciata con tanta enfasi da Renzi e che alla fine non realizza neppure quanto delineato nel documento sulla Buona Scuola.

Un esempio concreto riguarda l’organico funzionale, che avrebbe dovuto qualificare ed ampliare l'offerta formativa delle istituzioni scolastiche autonome: l'assegnazione di una quota di docenti proporzionata alla loro dimensione, 48.812 posti comuni. Ebbene, non sarà così, perchè nell'a.s. 2015-16 si provvederà solamente a nominare i docenti, che poi saranno utilizzati nell'a.s. 2016-17 secondo piani triennali.

Vi è poi la disposizione che consente ai nominati in ruolo a cui sia stata conferita una supplenza (annua o fino al 30 giugno) di rimanere nella sede assegnata. Se da un lato questo eviterà ai docenti l’emigrazione verso sedi lontane, dall'altro lato certamente lascerà scoperti posti dell’organico potenziato, compromettendo l'offerta formativa delle scuole.

La realtà è che la Buona Scuola ha messo al centro della riforma l'assunzione dei docenti, tanto da porsi l'obiettivo di 135-140 mila posti, comuni e di sostegno. Ma neppure questo obiettivo finale è stato conseguito perché è decaduto l’obbligo prioritario di scelta del sostegno per i docenti con specializzazione ed il rinvio della riforma 0-6 anni, accantonando di conseguenza circa 23 mila posti dell’infanzia. Vi è poi la scelta di migliaia di docenti che hanno rinunciato al posto fisso per non essere nominati lontano dal luogo di residenza.

Il MIUR per coprire tutti i posti ha messo in atto una vera e propria prova di forza. Inizialmente ha stabilito l'obbligo di indicare tutte le province. Di fronte alla reazione dei docenti ha concesso la precedenza per la prima provincia indicata, a prescindere dal punteggio e – come già detto - ha anche anteposto i conferimenti di supplenza alle ultime nomine in ruolo per consentire la permanenza nella sede più vicina.

Altra bufala della Buona Scuola di Renzi riguarda l’autonomia delle istituzioni scolastiche, che nella concretezza della vita quotidiana della scuola non significa altro che adottare l’arte dell’arrangiarsi, del fai da te poiché le risorse finanziarie sono sempre meno e neppure gestite direttamente dai dirigenti scolastici, dato che la legge 135 del 7 agosto 2012 ha centralizzato tutti i soldi delle scuole in Banca d'Italia. Un bell’esempio di autonomia: una scuola non può neppure avere un proprio fondo cassa da gestire direttamente.

La realtà è che alla base delle riforma di Renzi non c’è un’idea “forte” di scuola, un principio a cui ancorare educazione e istruzione. E così la montagna ha partorito un topolino: una scuola “senza anima”, una scuola che non risponde alle attese né degli studenti e delle loro famiglie nè degli stessi docenti, una scuola “autonoma” (!!!) pilotata dalle procedure central­ministerialiste.

Tutto ciò giustifica ampiamente la forte protesta contro la Buona Scuola di Renzi e lo SNALS è fortemente impegnato per risparmiare alle scuole gli effetti più deleteri della legge 107.

Il Segretario Provinciale
dello SNALS-Confsal di Milano

Giuseppe Antinolfi


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