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 LA PAGINA DEL SEGRETARIO

NUOVO CENTRO D’IMPIEGO:
IL COLLEGIO DEI DOCENTI.

In una informativa pubblicata sul sito del MIUR si legge: "I posti del potenziamento sono ripartiti fra le classi di concorso in base al fabbisogno di docenti, inclusi i collaboratori del dirigente scolastico, che le scuole comunicano al sistema informativo dal 21 settembre al 5 ottobre e che gli USR verificano immediatamente dopo tenendo conto delle graduatorie".

Nel leggere tale disposizione ministeriale la prima osservazione che sorge spontanea è l’anomalia con quanto stabilito dalla Legge 107/15, che indica la fine di ottobre come termine per adottare il Piano triennale dell'offerta formativa con le relative richieste dell’Organico Potenziato.

Ed allora come è possibile segnalare il “fabbisogno di docenti” entro il prossimo 5 ottobre se non si è ancora provveduto alla formulazione del Piano? Prima si decide il numero dei docenti che “servono” e poi si decide come utilizzarli? Ma il duo Giannini-Rienzi non avevano affermato che l’OP era finalizzato alla realizzazione degli obiettivi decisi dal Piano?

La logica ministeriale sembra invece invertire le cose: il cosiddetto “fabbisogno dei docenti” da strumento per la realizzazione del Piano diventa l’obiettivo principale e l’offerta formativa si trasforma in mezzo per impiegare i docenti assunti. La scuola si è così trasformata in un Centro d’impiego per docenti! Certamente la coerenza non manca in Viale Trastevere!!!

Ecco allora la trovata d’ingegno, la soluzione, la “sceneggiata burocratica”: in attesa della formulazione del Piano in ogni scuola si sono formate varie Commissioni, ognuna con i propri progetti, ma tutte con un unico obiettivo, quello di incrementare il numero dei docenti, quello di accaparrarsi più docenti possibili in vista del nuovo arruolamento della fase C. L’inventiva non è mancata, pur di escogitare presunte esigenze didattiche per giustificare la richiesta di incremento dell’organico, anche se non vi era una reale necessità formativa. I più gettonati sono i docenti di sostegno e quelli di Scienze motorie.

La “messa in scena” nella realtà dei fatti - e lo si sperimenterà concretamente in ogni scuola - servirà a coprire le future supplenze triennali, che inevitabilmente si verificheranno in ogni istituzione scolastica. Il rischio è proprio questo: utilizzare i nuovi docenti per sostituire i colleghi assenti invece di essere impiegati per la qualificazione del servizio scolastico.

È questa la Buona Scuola tanto declamata dalla Giannini? Sono questi per lei i problemi che da anni affliggono la scuola pubblica?

La modalità della richiesta di nuovi docenti è una delle tante contraddizioni di cui è farcita la legge 107, di fronte alle quali si rimane sconcertati e sbigottiti per la superficialità con cui è stata elaborata la pseudo Riforma della scuola. Una situazione definita da alcuni grottesca e imbarazzante che fa inorridire chi da anni lavora nella scuola.

Tutto ciò non è certo entusiasmante per i docenti che si apprestano ad iniziare un nuovo anno scolastico. Vi è solo da condividere il recente giudizio di un articolista: l'unico buon motivo per tornare a lavorare è ricevere i propri alunni.

Il Segretario Provinciale
dello SNALS-Confsal di Milano

Giuseppe Antinolfi

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