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 IL NOTIZIARIO

Notiziario 09/12/2015

1)FORMAZIONE INIZIALE DOCENTI
2)SISTEMA INTEGRATO DI EDUCAZIONE ED ISTRUZIONE (0 – 6 ANNI)
3)REVISIONE DEI PERCORSI DELL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE
4)FONDO DI FUNZIONAMENTO E ALTERNANZA SCUOLA-LAVOROFFERTA FORMATIVA PER L’EDUCAZIONE ECONOMICA

1) INCONTRO AL MIUR SULLA DELEGA PREVISTA DALLA LEGGE 107/2015 RELATIVA A “FORMAZIONE INIZIALE DOCENTI E ACCESSO ALL’INSEGNAMENTO”
I rappresentanti dell’amministrazione, dopo aver precisato che l’incontro era solo il primo e che ce ne saranno altri in progress, hanno introdotto il tema facendo alcune considerazioni, che si possono così sintetizzare:
si definirà un percorso che sostituisce tutto il sistema di reclutamento anche per i passaggi relativi al conseguimento dell’abilitazione. Complessivamente si arriva ad un percorso di 8 anni (5+3);
- l’attuazione concreta del nuovo percorso dovrà essere preceduta dall’individuazione delle risorse finanziarie necessarie per la indispensabile copertura economica;
- il nuovo percorso triennale post- laurea ha una valenza formativa complessiva che non permette di suddividere una parte abilitante (diploma di specializzazione) dai successivi due anni;
- si dovranno sciogliere diversi nodi tra cui quelli relativi alle nuove modalità di prestazione lavorativa prevista (apprendistato/ tirocinio). Al riguardo ci dovrà essere un decreto legislativo a cui dovrà seguire una specifica contrattazione su retribuzione, orario di servizio e funzioni;
- dovrà essere prevista una fase transitoria, sia con la realizzazione di concorsi ordinari secondo le vigenti normative, sia per chi ha già superato un percorso abilitante;
- i candidati che superano il concorso per l’accesso, che sarà a numero programmato, avranno il percorso universitario del primo anno pagato dallo Stato;
- problema delle abilitazioni conseguite all’estero;
- i docenti che, volendolo, non vorranno concorrere per i posti a numero programmato o che non rientreranno nello stesso, potranno conseguire la specializzazione con oneri economici a loro carico e potranno utilizzare tale titolo per l’accesso alle scuole paritarie;
- si dovrà evitare il crearsi di un “mercato” dei crediti formativi.
La delegazione dello SNALS-CONFSAL ha colto l’occasione per denunciare la assoluta insufficienza e carenza delle relazioni sindacali evidenziatasi con gli articoli di stampa che hanno riportato notizie del prossimo concorso in relazione al quale non vi è stata alcuna informativa alle OO.SS. Ha poi sviluppato un intervento che ha, preliminarmente, denunciato le scelte sbagliate fatte con la legge 107 riguardo l’esclusione dal piano straordinario di assunzioni di molte categorie di personale, docente e ATA, sottolineando, per l’ interconnessione con i temi oggetto della delega, quelle relative al personale abilitato non compreso nelle GAE e a quello della scuola dell’infanzia, abbracciato tutte le tematiche oggetto della discussione e ha sottolineato, in particolare, alcuni aspetti relativi:
- all’inaccettabile lunghezza del nuovo percorso che, unita ad una retribuzione esigua, non rende certo appetibile ai giovani laureati la carriera dell’insegnamento;
- l’eccessiva differenziazione della durata dei percorsi tra scuola dell’infanzia e primaria da un lato e scuola secondaria dall’altro;
- l’inaccettabile assenza nella proposta di ogni riferimento alla figura dei docenti tecnico pratici che sono sistematicamente ignorati in ogni provvedimento del ministero, pur facendo a pieno titolo parte della docenza. Come si attiverà il reclutamento degli ITP?
- alla, non condivisibile, soppressione di fatto della mobilità professionale tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria;
- la assoluta necessità di una congrua fase transitoria, con particolare attenzione per chi è già in possesso dell’abilitazione e che è stato ingiustamente escluso dal piano di assunzioni previsto dalla legge 107/2015;
- ad errori esistenti nella formulazione del testo, ove spesso si usano termini diversi per le medesime attività (abilitazione/specializzazione, tirocinio/apprendistato ….) o si fa riferimento a commi della legge che non riguardano gli aspetti a cui si riferiscono (vedi comma 181 – lett. b) punto 4, che in relazione alla valutazione del periodo di tirocinio, fa riferimento ai commi 63 e 85 che non c’entrano minimamente);
- alla necessità del rinnovo contrattuale, anche per gli aspetti connessi a questi provvedimenti, in cui inserire in modo coerente le novità necessarie;
- all’opportunità di realizzare, a breve, una revisione delle classi di concorso quando al punto 6 si prevede, in attuazione della delega, “il riordino delle classi disciplinari di afferenza dei docenti e delle classi di laurea magistrale …….” Al riguardo ha chiesto di chiarire se il concorso imminente di cui si legge sulla stampa avverrà sulle attuali classi di concorso o su quelle derivanti da una prima revisione;
- alla necessità di chiarire se, chi arriva con esito positivo alla fine del percorso triennale, ha certezza di avere il conferimento di nomina ITI;
- chi sono i soggetti abilitati a svolgere i percorsi dell’anno di specializzazione.

2) INCONTRO AL MIUR DELEGA L. 107/15 SU “SISTEMA INTEGRATO DI EDUCAZIONE ED ISTRUZIONE (0 – 6 ANNI)
Il Capo Dipartimento, nel suo intervento introduttivo, ha precisato che è intendimento del Ministero realizzare un ampliamento e miglioramento del servizio, ha ricordato il d.d.l. “Puglisi” presentato in Parlamento affermando che i servizi oggi esistenti e destinati ai bambini da 0 a 3 anni dovranno passare da “servizi a richiesta individuale” (cioè con partecipazione economica delle famiglie), a “servizi al cittadino” (caratterizzati da gratuità), senza, però, evidenziare il pensiero del M.E.F. al riguardo.
L’Ispettrice Silvestro, intervenuta subito dopo, ha fatto riferimento alle “Sezioni primavera” al momento funzionanti a livello sperimentale; alla necessità di ricondurre a sistema le varie leggi regionali che governano la fascia 0/3 anni, con conseguente omogeneizzazione delle attuali molteplici disparità; alla generalizzazione della scuola dell’infanzia con possibilità eventuale di obbligo di frequenza al V anno di vita del bambino; alla previsione di un nuovo titolo d’accesso per il personale educativo nonché alla liberalizzazione dei posti per l’organico funzionale della scuola dell’infanzia da utilizzare per la generalizzazione del servizio.
Nei loro interventi le OO.SS., in particolare lo SNALS CONFSAL, hanno ribadito:
- La salvaguardia delle peculiarità della scuola dell’infanzia (3/6) che è presa a modello in Europa,
- La contrarietà ad una commistione indistinta dei segmenti 0/3 e 3/6,
- La protesta per l’esclusione dei Docenti della Scuola dell’Infanzia dalla fase C delle assunzioni,
- La richiesta di certezze contrattuali e di stato giuridico per i Docenti della Scuola dell’Infanzia,
- La necessità di una continuità vera nel processo 3/14 anni e non la riduzione della stessa alla fase 0/6 onde evitare di disperdere la qualità educativa dell’attuale Scuola dell’Infanzia, che, fra l’altro, deve continuare ad essere “gratuita”,
- La necessità che il controllo di qualità del sistema resti al MIUR e non venga delegato agli EE.LL.,
- La necessità di istituire tavoli di lavoro tecnico con le OO.SS. al fine di realizzare una delega rispondente alle esigenze della società e coerente con i principi contrattuali di tutela del personale,
- La richiesta di approfondimenti contrattuali con le OO.SS., con l’interlocuzione imprescindibile del Ministero Economia e Finanze e dei vertici istituzionali degli Enti Locali.
L’Amministrazione ha dato disponibilità in merito ai passaggi richiesti, riservandosi di effettuare altre convocazioni.

3) INCONTRO AL MIUR SULLA APPLICAZIONE DELLA DELEGA PREVISTA DALLA LEGGE 107 RELATIVAMENTE ALLA REVISIONE DEI PERCORSI DELL’ISTRUZIONE PROFESSIONALE
I rappresentanti dell’amministrazione hanno introdotto i lavori con un’ampia illustrazione della situazione attuale dell’istruzione professionale sottolineando, in particolare:
- che l’applicazione della delega si intreccia con la modifica del quadro istituzionale a seguito della revisione in atto della Costituzione, che rivede le competenze tra Stato e Regioni sul tema oggetto dell’incontro. Attualmente, infatti, vige l’esclusiva competenza regionale su istruzione e formazione professionale con compiti per lo “Stato” abbastanza limitati sostanzialmente legati alla definizione dei “livelli essenziali”;
- la prospettiva di un passaggio allo “Stato” della competenza sulle ”norme generali” e quella legata alle “attività di gestione” alle Regioni;
- la forte disomogeneità sul territorio attualmente esistente;
- il forte calo di iscritti agli istituti professionali di Stato, con l’unica eccezione degli alberghieri, mentre si registra una sostanziale tenuta complessiva della formazione professionale regionale legata all’incremento delle iscrizioni per alcune qualifiche che compensa il calo di altre;
- la forte dispersione esistente attualmente in questo percorso di istruzione;
- la necessità di una revisione organica di questo settore in modo da pervenire ad un sistema integrato tra la formazione professionale attualmente di competenza statale con quella di competenza regionale. In questo contesto si dovrà tenere conto di eventuali sovrapposizioni esistenti , tenendo presente anche del settore dell’istruzione tecnica;
- l’ampiezza dei criteri della delega previsti dalla legge.
La delegazione dello SNALS-CONFSAL nel suo intervento ha, in premessa, ribadito il dissenso del sindacato sull’uso generalizzato dello strumento della delega utilizzato dalla legge 107, mentre ha espresso apprezzamento per l’introduzione svolta dall’amministrazione, evidenziando in particolare:
- la problematicità di una revisione dei percorsi attualmente vigenti in presenza di una fase di revisione costituzionale in cui sono ridisegnate in maniera significativa le competenze di Stato e Regioni con il rischio che quanto si predispone possa non essere coerente con il sistema istituzionale in vigore al momento della sua applicazione;
- il dubbio che, in base alla delega della legge 107, si possa pensare, in sede di riorganizzazione dei percorsi di istruzione professionale, a “mettere mano” anche all’istruzione tecnica;
la necessità di consentire a genitori e studenti una scelta chiara e intellegibile tra diversi percorsi semplificati e che non si sovrappongano;
- l’auspicio che la dizione prevista da questa delega “ a parità di tempo scolastico” e non “senza oneri” possa rendere possibile il potenziamento delle materie professionalizzanti e degli insegnamenti tecnico-pratici anche grazie al ricorso alla compresenza;
- la richiesta di successivi incontri necessari per esprimersi concretamente nel merito dei provvedimenti in base alla conoscenza di ipotesi concrete sia quando siano definite le linee principali di intervento, sia, successivamente, man mano che lo stato di elaborazione dei testi si vada affinando.

4) D.M. FONDO DI FUNZIONAMENTO E ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO – INCONTRO AL MIUR
Circa i ”Nuovi criteri di riparto del fondo di funzionamento” la delegazione di parte pubblica, presieduta dal capo dipartimento dott.ssa Sabrina Bono, ha illustrato alle OO.SS. i contenuti di uno schema di decreto ministeriale attuativo del comma 11 della legge 107 del 13 luglio 2015. Tale schema è suddiviso in due specifiche parti: una relativa ai criteri per il riparto del fondo di funzionamento delle istituzioni scolastiche che andrà in vigore dal 1° settembre 2016, per l’a.s. 2016/2017, l’altra per il riparto del 100 milioni stanziati dalla legge 107 per l’alternanza scuola-lavoro, per il quale nel D.M. sarà prevista vigenza dal 1° gennaio 2016.
L’amministrazione ha precisato che, nell’aggiornamento dei criteri previsti dal D.M. 21/2007, adeguandoli alla normativa vigente, sono stati utilizzati criteri oggettivi, mantenendo valido, comunque, l’impianto del D.M. 21 e modificandolo, in considerazione delle riforme, che hanno portato, tra l’altro, all’istituzione degli istituti onnicomprensivi e CPIA.
I circoli didattici sono stati considerati tipologia a sé stante, riconoscendo, tra l’altro, la maggiore complessità sia degli istituti comprensivi che dei CPIA. Per ogni scuola è stato previsto lo stanziamento di una quota fissa di 2.000 euro e uno aggiuntivo di 200 euro per ogni sede aggiuntiva; sono state, altresì, determinate quote differenziate per ogni alunno tra le varie tipologie di scuola.
In particolare le cifre descritte dall’amministrazione, che dovrebbero essere, in linea di massima, definitive sono le seguenti: circoli didattici (euro 16 per ogni alunno); istituti comprensivi, onnicomprensivi, scuole medie e CPIA (euro 24 per ogni alunno); licei classici, scientifici e scienze umane (euro 24 per ogni alunno), ex istituti tecnici, commerciali e geometri, licei musicali, licei sportivi e scienze applicate (euro 40 per ogni alunno); licei artistici, ITIS, IPSIA (euro 60 per ogni alunno); istituti tecnici agrari, nautici, aeronautici, istituti professionali servizi alberghieri e convitti (euro 80 per ogni alunno). Sarà, altresì, prevista una quota aggiuntiva di 15 euro per ogni alunno disabile e sarà riconosciuta agli istituti di istruzione secondaria di II grado una quota di 20 euro per ogni classe terminale, quale riconoscimento, sia pur minimo, per i costi del materiale relativo agli esami di Stato di istruzione secondaria di II grado. Inoltre saranno incentivati, con specifici finanziamenti, gli istituti capofila di una rete di servizi, in modo da incentivare la creazione delle reti e riconoscere l’impegno delle scuole capofila.
Per quanto attiene l’alternanza scuola-lavoro, l’amministrazione ha illustrato un criterio che tiene conto, in maniera obiettiva, del carico orario dei percorsi di alternanza scuola-lavoro, che prevedono 400 ore per gli istituti tecnici e professionali e 200 ore per i licei. Saranno, conseguentemente, assegnati alle scuole, dal 1° gennaio 2016, gli 8/12 del fondo di 100.000 euro previsto sull’esercizio finanziario 2016, per l’a.s. 2015/2016.
In base al carico orario di tali istituzioni scolastiche per l’alternanza scuola-lavoro, verrà attribuito il 70% agli istituti tecnici e il 30% ai licei, prevedendo l’assegnazione di 58 euro circa per ogni studente del II biennio e delle classi quinte dei tecnici e professionali e 29 euro per gli studenti delle classi terze, quarte e quinte nei licei.
La delegazione Snals-Confsal ha:
- ribadito che sarebbe stato opportuno avere tempi più distesi per la discussione della complessa materia;
- preso atto sia del riparto dei fondi, sia dell’inserimento previsto nello schema di D.M. di una parte che prevede la possibilità di revisione dello stesso;
- chiesto all’amministrazione di inserire una precisa cadenza minima di tale revisione, ove ne ricorrano le condizioni;
- sollecitato l’incontro per la contrattazione delle economie del MOF relative all’a.s. 2014/2015.

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